E riparliamo dell’IVA sugli ormeggi

Sailing Through time
Image by relisa via Flickr

Ancora silenzio da parte della Agenzia delle Entrate a proposito dell’Iva sul posto barca. Ecco allora una nuova interpretazione dell’ormai famosa sentenza della Cassazione, analizzata e redatta da un nostro lettore un po’ speciale.

A seguito dell’ascolto e della lettura di tanti commenti delle più diverse persone (“normali” e professionisti del diritto a vario titolo), apparsi anche su riviste del nostro amatissimo hobby nautico, mi sento in dovere di fare chiarezza su molti punti che nella testa di tanti sono molto confusi a seguito della carente conoscenza del DPR 633/72, istitutivo dell’IVA..

Mi permetto quindi di trasmettervi una specie di tesi sull’argomento, con riferimenti di legge ben precisi, che comunque non servono e non sono sufficienti per il “fai da te”, ma che possono essere molto utili ai consulenti, a cui ciascuno deve opportunamente rivolgersi per le pratiche relative al rimborso dell’IVA pagata dal 1999 in poi. Sono comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti e confronti. Sarebbe comunque interessante sentire un commento dell’avvocato e/o del commercialista che hanno introdotto la causa che ha portato alla sentenza della Cass. n°6138/2009, consulenti che allo stato delle cose non mi è possibile individuare, a cui però rivolgo l’appello di farsi sentire.

Per il passato anche la stessa Amministrazione dello Stato, con la Circ. 23.11.88, n°65/590250, con la legge n°413/91 art. 75, c. 1 e la R. M.n°82/E del 11.03.2002 ha introdotto principi apparentemente contrari alla applicazione della norma generale, praticamente sostenendo e legiferando per la tassabilità di questo tipo di rapporti, considerandoli imponibili con l’aliquota ordinaria.

Queste norme hanno creato degli equivoci non da poco in tutti gli operatori addetti, Agenzia delle Entrate ( in seguito: AgE) compresa. E per il futuro sarà la L. 413/91, art. 75, c. 1 il baluardo che l’AgE cercherà di sbandierare contro chi ricorrerà per ottenere il rimborso. Questa norma, a mio parere però va intesa che, nel caso di debba procedere all’applicazione dell’imposta perché il contratto è fatto tra imprenditori soggetti IVA ex art. 17, si applica l’aliquota ordinaria (vedi punto 6), cioè la disposizione è un corollario dell’art. 16 e non dell’art. 10 che dispone per le esenzioni, in modo direi propedeutico a tutto l’impianto legislativo. Si noti che la sentenza della C. Cass. n°6138 del 13/03/2009, non modifica la legislazione esistente del DPR 633/72 art. 10, comma 1°, n. 8°, (nè in verità poteva farlo), ma ne stabilisce l’esatta applicazione attraverso la sua interpretazione, ora autentica, e non più appellabile.

1) AMBITO DI APPLICAZIONE. L’effetto di questa sentenza, per il momento, va limitato ai contratti di locazione di posti barca derivanti dalla gestione di specchi acquei del demanio pubblico, dati in concessione sia direttamente all’utilizzatore finale, sia tramite enti/imprese commerciali o associazioni senza scopo di lucro, che a loro volta sub-affittano ai loro clienti o associati: in particolare la maggior parte delle problematiche sorgono proprio per effetto di questa secondo caso.

Da Giornale della vela la notizia qui…

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