Lez.2.4) – “Raffiche e Salti” (Corso di teoria della vela)

006c0605ll1Continuiamo la pubblicazione, per gentile concessione di Renato Chiesa (ww.renatoc.it), la pubblicazione in 14 puntate del corso di

TEORIA DELLA VELA
(di Renato Chiesa)

2.4) 14°lezione
Raffiche e Salti

In ogni tempo è il vento che ci permette di veleggiare, sia in direzione che in forza. Repentini aumenti della forza del vento sono chiamate raffiche, diminuzioni dello stesso, calme. Variazioni della direzione del vento sono chiamati salti di vento. Questi possono essere sia stabili che variabili.

Come abbiamo visto, il movimento dell’aria è circolatorio. Questa circolazione avviene anche in piccola scala, all’interno di piccole masse di aria chiamate cellule.

La dimensione di queste cellule è di qualche centinaio di metri sia in orizzontale che in verticale. All’interno di queste cellule l’aria ruota in modo circolare, in cellule adiacenti il vento circola in direzioni opposte. Quando una di questa cellule arriva sulla superficie dell’acqua, cambia improvvisamente sia in direzione che in intensità.

Quando la direzione del movimento dell’aria dentro la cellula ha la stessa direzione del vento dominante, si ha la raffica o la calma. Quando il movimento è perpendicolare a quello dominante, si ha il salto di vento. Lo spostamento del vento è molto comune quando sono predominanti i sistemi di alta pressione perché una grande quantità di aria si muove verso l’alto.

Salti di vento

Lo schema di queste rotazioni del vento è piuttosto regolare. Questi salti sono visibili sulla velatura, mentre sono difficilmente riconoscibili osservando la superficie dell’acqua.

Molti tipi di nuvole alte sono estremamente regolari, le loro forme sono spesso simili tra loro e seguono schemi prevedibili, spesso osservandole assomigliano alle onde del mare. Quando è presente un sistema circolatorio di una cellula di pressione, il vento seguirà un movimento oscillatorio. Questi venti, se si impara a riconoscerli, possono essere di grande aiuto al velista per impostare la sua tattica o per recuperare posizioni.

Le correnti

Come l’aria, anche l’acqua nella quale navighiamo è in movimento. Le correnti esistono, specie vicino alle coste, e interessano il moto delle barche. L’effetto della corrente sul moto dell’imbarcazione è diretto a cambiarne la direzione, così da rappresentare un vettore (di corrente) da tenere in dovuta considerazione nel seguire una rotta.

Si dice che i fenomeni che agiscono al di sopra della superficie del mare, siano il 50% di quelli totali che influenzano il movimento, la velocità e la direzione della barca a vela. Le correnti vicino alle coste sono, di norma, di marea; può significare che possono cambiare direzione più volte nell’arco della giornata. Un movimento di marea che arriva dal largo è detto flusso il contrario è detto riflusso.

Il Corso Termina qui´, se vi è piaciuto, vi è stato utile o vi ha anche solo incuriosito potete lasciare i vostri commenti nel form in basso.

Buon Vento!
Lo Staff del Blog della Coppa America 2007 Valencia (Spain)

Le lezioni pubblicate:

Indice del Corso di teoria della Vela

In questo corso troverete tanti termini appartenenti al tipico gergo navale. Se avete bisogno di chiarimenti potete consultare
1) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (in ordine alfabetico);
2) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (suddiviso in categorie);

(il corso è realizzato da Renato Chiesa – www.renatoc.it)

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