Lez.2.3) – “Condizioni locali: Le brezze; I terreni costieri; Nuvole locali” (Corso di teoria della vela)

006c0605ll1Continuiamo la pubblicazione, per gentile concessione di Renato Chiesa (ww.renatoc.it), la pubblicazione in 14 puntate del corso di

TEORIA DELLA VELA
(di Renato Chiesa)

2.3) 13°lezione
Condizioni locali: Le brezze; I terreni costieri; Nuvole locali

Ai fenomeni visti in precedenza vanno aggiunti ulteriori condizioni di tempo locali, importanti anch’esse. Specialmente nei pressi della costa si possono trovare situazioni di tempo locale. Ed è proprio il luogo dove si pratica lo sport della vela.

Le brezze

Brezza di mare

Nel caldo dell’estate ognuno di noi cerca un po’ di refrigerio in riva al mare, aspettando la brezza che arriva. Quando veleggiamo, questa brezza è quella che permette alle nostre vele di gonfiarsi.

La brezza di mare si forma lungo la costa, dovunque ci sia una significativa differenza di temperatura tra il mare e la terra. Il meccanismo che permette di formare la brezza di mare è alquanto semplice. Poiché il mare si scalda più lentamente della terra, si crea una grande differenza di temperatura tra l’aria sopra il mare e quella sopra la terra. L’aria che staziona sulla terra, più calda e quindi più leggera, sale verso gli strati superiori dell’atmosfera, lasciando posto all’aria fredda che stazionava sul mare. Questo forma un movimento convettivo di aria dal mare verso la terra, formando quella che chiamiamo brezza di mare: questo fenomeno accade quando c’è irradiazione solare, cioè di giorno.

Brezza di terra

Di notte invece, il processo si inverte e si forma un movimento di aria dalla terra verso il mare chiamato, appunto, brezza di terra. La velocità di questi venti è influenzata da vari fattori, le baie, i golfi, montagne etc.

La brezza può esistere anche quando l’acqua è più calda della terra. In giornate fredde e nuvolose oppure di notte e magari in zone di mare attraversate da correnti (d’acqua) calde, la temperatura appunto, calda dell’acqua, scalda l’aria sovrastante che quindi si innalza e provoca uno spostamento di aria che richiama quella più fredda della terra che per effetto della non radiazione solare, impedita da nuvole spesse, non ha avuto modo di scaldarsi, così come enunciato nell’esempio precedente.

I terreni costieri

La morfologia della costa può avere effetti notevoli sulle condizioni dei venti locali. Alte scogliere o promontori possono incanalare una brezza di terra, incrementandone la velocità e cambiandone la direzione.

Questo tipo di brezze sono spesso prevedibili, ed esistono spesso in prossimità di porti naturali ed estuari di fiumi. Quando si regata in una zona con questo tipo di morfologia territoriale, bisogna informarsi in modo da prevederne l’evoluzione, ed eventualmente avvantaggiarsi nella pianificazione della regata.

Nuvole locali

Quando una superficie irregolare si scalda si formano, come detto, le termiche. L’aria caldo-umida, sollevandosi, si raffredda condensandosi e formando quelli che si chiamano cumuli. In certe condizioni queste nuvole possono evolvere in grossi cumulo-nembi caratterizzati da grandi sviluppi verticali, che generano normalmente temporali.

Cumuli

I cumuli hanno effetti prevedibili sulla direzione e sull’intensità del vento nella zona geografica sottostante ad essi. Poiché l’aria sotto un cumulo è in ascesa, si forma un risucchio di aria dai dintorni nello spazio lasciato libero dall’aria calda sollevata in alto. Questo comporta che i venti che si formano al passaggio della nuvola seguano la sua direzione. Poiché queste nuvole sono ben visibili, la variazione della brezza nei loro pressi è veramente determinabile.

Cumuli nembi

Un cumulo di pioggia ha effetti diametralmente opposti. Poiché la temperatura dell’aria, a contatto con la pioggia, si raffredda repentinamente, l’aria discenderà rapidamente dal centro della nuvola verso l’esterno con una certa violenza. La direzione del vento sotto una nuvola di pioggia muove dal centro verso l’esterno…

[…]

Prosegue Lunedi´prossimo nella seguente puntata:

Quando: Lunedì 14 maggio 2007
Capitolo: Quattordicesima e ultima puntata
Si parlerà di: “2.4) Raffiche e salti: Salti divento; Le correnti”

Le lezioni pubblicate:

Indice del Corso di teoria della Vela

In questo corso troverete tanti termini appartenenti al tipico gergo navale. Se avete bisogno di chiarimenti potete consultare
1) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (in ordine alfabetico);
2) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (suddiviso in categorie);

(il corso è realizzato da Renato Chiesa – www.renatoc.it)

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