Lez. 1.5) – “Resistenza dello scafo” (Corso di Teoria della Vela)

006c0605ll1Continuiamo la pubblicazione, per gentile concessione di Renato Chiesa (ww.renatoc.it), la pubblicazione in 14 puntate del corso di

TEORIA DELLA VELA
(di Renato Chiesa)

1.5) 5°lezione
Resistenza dello Scafo

La forza esercitata dal vento sulle vele è controbilanciata dalla resistenza dello scafo immerso nell’acqua. La resistenza è piuttosto grande ed è compito dell’idrodinamica studiare quelle forme per gli scafi che la riducono al massimo. Lo sbandamento laterale che si produce nelle andature di bolina è bilanciato da una forza uguale e contraria opposta dalla chiglia della barca.

Nelle barche da regata moderne la chiglia è sostituita dal bulbo posto all’estremità inferiore di una pinna piuttosto sottile per limitare al minimo la resistenza idrodinamica. Il peso di tale bulbo può arrivare al 40% del peso della barca.

Nell’andatura di bolina la direzione della prua della barca rimane leggermente più sopravvento rispetto alla sua rotta, un altro effetto (indesiderato) che si produce nelle andature di bolina è lo “scarroccio” che in pratica è lo spostamento laterale della barca dovuto alla azione del vento su tutto il sistema, mentre la “deriva” è lo stesso effetto generato però dal mare attraverso le onde e la corrente.

La resistenza dello scafo dipende da molti fattori e aumenta con il crescere della velocità della scafo. Intorno ad una certa velocità questa resistenza aumenta drasticamente per effetto della formazione di onde intorno allo scafo.

Questo punto si chiama velocità critica e mediamente è lo stesso valore di lunghezza al galleggiamento dello scafo, se quindi una barca è lunga, al galleggiamento, 9 mt. (LWL), la sua velocità critica sarà di circa 9 nodi. (Essa è espressa da una formula: 1,3 x radice quadra della lunghezza al galleggiamento, o LWL).

Nel caso di uno yacht IACC questa velocità è intorno agli 11 nodi. E’ possibile che uno yacht vada più veloce di questa velocità ma occorre una spinta veramente grande.

In alcune barche è possibile superare la velocità critica uscendo quasi dall’acqua (planare) ma sono necessarie alcune condizioni che sono: vento fresco (forte), onde formate e andatura di lasco o poppa. In queste condizioni anche gli IACC sono in grado di planare arrivando a toccare velocità di circa 20 nodi con vento forte ed in poppa.

[…]

Prosegue Lunedi´prossimo nella seguente puntata:

Quando: Lunedì 19 marzo 2007
Capitolo: Sesta puntata
Si parlerà di: “1.6) Il Vento Apparente”

Le lezioni pubblicate:

  1. 12 febbraio 2007 – “Lez. 1) – La Fisica della Vela
    Lez. 1.1) – Alcuni principi basilari della fisica
  2. 22 febbraio 2007 – “Lez. 1.2) – Forza = Portanza + Resistenza
  3. 26 febbraio 2007 – “Lez 1.3) – Angolo di Attacco
  4. 5 marzo 2007“Lez 1.4) – L´importanza delle Vele di Prua”
  5. 12 marzo 2007“Lez 1.5) – Resistenza dello Scafo”
  6. 19 marzo 2007“Lez 1.6) – Il Vento Apparente”
  7. 29 marzo 20071.7) Le Andature
  8. 2 aprile 20071.8) Bordeggio
  9. 7 aprile 20071.9) VMG (Velocity made good)

In questo corso troverete tanti termini appartenenti al tipico gergo navale. Se avete bisogno di chiarimenti potete consultare
1) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (in ordine alfabetico);
2) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (suddiviso in categorie);

(il corso è realizzato da Renato Chiesa – www.renatoc.it)

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8 pensieri su “Lez. 1.5) – “Resistenza dello scafo” (Corso di Teoria della Vela)

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