Lez. 1.4) – “L’importanza delle vele di prua” (Corso di Teoria della Vela)

006c0605ll1Continuiamo la pubblicazione, per gentile concessione di Renato Chiesa (ww.renatoc.it), la pubblicazione in 14 puntate del corso di

TEORIA DELLA VELA
(di Renato Chiesa)

1.4) 4°lezione
L’importanza delle vele di prua

L’uso di una seconda vela davanti alla vela maestra (randa) migliora e incrementa la portanza della randa stessa. Tale vela è chiamata vela di prua, o fiocco. L’aumento dell’efficienza della randa causata dalla vela di prua è dovuto:

  1. al fatto che questa convoglia il vento nella parte posteriore della randa e riduce la turbolenza che si genera ad ampi angoli di attacco;
  2. ad una sorta di effetto tunnel tra le due vele che accelera il flusso d’aria, riducendo la pressione dietro la vela maestra, incrementando così l’efficienza aerodinamica.

Infatti quando entrambe le vele sono correttamente cazzate (specie nell’andatura di bolina), il genoa (un grande fiocco) si sovrappone su buona parte dell’area della randa, fino al 50%, in modo tale da formare una sorta di ‘imbuto’ dando luogo a quello che i fisici chiamano effetto Venturi.

Ciò provoca una forte accelerazione dell’aria col risultato di diminuire la pressione statica ed aumentare il “risucchio” della randa. Ma se il canale diventa troppo stretto si produce un effetto indesiderato: la randa va in stallo non “portando” più.

Una grande vela di prua simile ad un pallone, la cui funzione è catturare una grande quantità d’aria per incrementare la resistenza aerodinamica è chiamata spinnaker. Essa è usata nella andature “larghe”, cioè dal traverso alla poppa.

Nelle barche da regata moderne la regolazione di randa e genoa è di importanza fondamentale e sta nella bravura dell’equipaggio mettere bene a segno le vele […]

Prosegue Lunedi´prossimo nella seguente puntata:

Quando: Lunedì 12 marzo 2007
Capitolo: Quinta puntata
Si parlerà di: “1.5) Resistenza dello Scafo”

Le lezioni pubblicate:

  1. 12 febbraio 2007 – “Lez. 1) – La Fisica della Vela
    Lez. 1.1) – Alcuni principi basilari della fisica
  2. 22 febbraio 2007 – “Lez. 1.2) – Forza = Portanza + Resistenza
  3. 26 febbraio 2007 – “Lez 1.3) – Angolo di Attacco
  4. 5 marzo 2007“Lez 1.4) – L´importanza delle Vele di Prua”
  5. 12 marzo 2007“Lez 1.5) – Resistenza dello Scafo”
  6. 19 marzo 2007“Lez 1.6) – Il Vento Apparente”
  7. 29 marzo 20071.7) Le Andature
  8. 2 aprile 20071.8) Bordeggio
  9. 7 aprile 20071.9) VMG (Velocity made good)

In questo corso troverete tanti termini appartenenti al tipico gergo navale. Se avete bisogno di chiarimenti potete consultare
1) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (in ordine alfabetico);
2) il GLOSSARIO DEI TERMINI NAUTICI (suddiviso in categorie);

(il corso è realizzato da Renato Chiesa – www.renatoc.it)

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5 pensieri su “Lez. 1.4) – “L’importanza delle vele di prua” (Corso di Teoria della Vela)

  1. Ti ringrazio Giacomo per i complimenti!

    Quindi secondo te l’effetto Venturi non esisterebbe…
    Ho letto l’articolo e sembra una ipotesi interessante, riporto il passaggio dove la prova sarebbe la “pancia” che si forma sulla randa sul lato di prua all’attacco d’albero..

    “[…]Questo aumento di velocità nel canale , aumenterebbe le prestazioni della barca.

    Sbagliato !
    Se ciò fosse vero per le vele, sulla “strozzatura” tra Randa e Genoa ci sarebbe un aumento di velocità e una diminuzione di pressione .

    Ma se ci fosse una diminuzione di pressione , la maggior pressione all’esterno schiaccerebbe il Genoa sulla Randa ! Come succede ad esempio se avviciniamo due fogli di carta alla bocca e ci soffiamo in mezzo . I fogli si attraggono (provate …) .

    Quello che osserviamo invece è esattamente il contrario, notiamo che sul bordo d’attacco della randa , in prossimità dell’albero , la randa fa un po’ di pancia (rifiuta) . Per correggere la forma della vela , allora la “smagriamo” , cazzando il cunningam , oppure portiamo il carrello randa leggermente sopravento. […]”

    Ma l’aumento di velocità in uscita del genoa non è di per sè sufficiente a spiegare una diminuizione di pressione sul lato sopravvento la randa?
    Nonostante eventuali “ingorghi” ( e riflussi) in entrata delle molecole d’aria, laddove si sforma la linea della randa..?
    L’ipotesi andrebbe indagata…
    Magari qulacuno ha fatto degli studi in galleria del vento, o con sensori di pressione…

    Complimenti e grazie per l’approfondimento… aspettiamo di sentire cosa ne pensi.

    1. ….certo che leggendo ancora dell’effetto Venturi in una sezione “tecnica” fa un certo effetto…sarebbe opportuna una smentita onde evitare di tornare indietro di un trentennio…..

      ciao
      Marco

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